Naima Morelli

This is Not, Contemporary Art Exhibition: Cannistà, Formica, Puxeddu

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C’era insomma un tempo dove il garage non era più quel luogo dove parcheggiavi la macchina e stipavi il televisore rotto.
C’era un tempo dove tutto era spartano e vivido. Basico. Come dire, un garage, un gallerista e la centralità dell’arte.
Grossomodo è così che l’arte moderna in Italia si è incamminata verso la contemporaneità.
Erano tempi mitici, dove le gallerie venivano allagate o nelle quali passeggiavano cavalli.
L’unico problema a quei tempi, piuttosto marginale per l’arte contemporanea, era dove parcheggiare l’automobile.

Adesso probabilmente la gente prende meno multe per divieto di sosta, ma quell’atmosfera grunge e sincera sembra essere sparita. Diversamente da altre città europee, a Roma e a Milano le alternative alle immacolate stanze dell’arte contemporanea sono veramente poche.
“L’arte contemporanea italiana è diventata sempre più istituzionalizzata. Non c’è traccia delle esperienze d’avanguardia degli anni sessanta e settanta. Sono sorpreso in particolare dagli artisti più giovani. Sono infatti proprio loro i primi a cercare di entrare in un sistema dell’arte già bello e pronto, e nemmeno si sforzano di immaginare soluzioni alternative. La stessa pratica artistica sembra essere diventata una faccenda secondaria”, afferma l’artista Alessandro Cannistrà.

Cannistrà non è di quelli che si lamentano a vuoto, ha infatti deciso di mobilitarsi in prima persona per smuovere le acque. Insieme ai suoi colleghi Angelo Formica e Luigi Puxeddu ha infatti deciso di tornare al garage.
Ci sono garage e garage, ed il garage in questione non è un parcheggio qualsiasi.
“Garage Zero” è situato nel quartiere popolare del Quadraro, ed è uno spazio che in passato si è reso più volte protagonista di riqualificazioni del territorio ed operazioni culturali dove l’elistismo era severamente bandito.

Questa nuova mostra a Garage Zero è stata chiamata con una negazione “This is Not, Contemporary Art Exhibition” e si trova sette metri sotto terra.
Le opere dei tre artisti in mostra sono molto diverse tra loro. Angelo Formica mischia santini ed icone popolari con la più squisita pasticceria siciliana e i giochi di carte, in un’allegria di tinte. Cannistrà lavora in bianco e nero con delle forme monolitiche sintetiche e ragiona sulle proprietà di luce e ombra.
Puxeddu lavora con un registro espressionista a sculture e dipinti primitivi e passionali.
“Forse l’unica cosa che lega i nostri lavori insieme è questa attenzione alle radici, sia che si trovino in uno spazio metafisico, che in un portato popolare o nell’animo umano.” spiega Angelo Formica.

L’accesso secondario allo spazio è una palestra di boxe, la palestra popolare del Quadraro per essere precisi, e spesso avventori non introdotti sgusciano curiosi nello spazio espositivo. Alcuni, dopo un’intensa sessione di allenamento pugilistico, si siedono sulla seggiola al centro dello spazio, si accendono una sigaretta, rimanendo in contemplazione delle opere.
Altri ci capitano dopo lavoro e approfittano della quiete del posto per riempirsi gli occhi dell’assolutezza delle opere di Cannistrà, dell’energia delle opere di Puxeddu e della gioia delle opere di Formica.
Oltre legami concettuali, il fatto che ha realmente spinto questi tre artisti, tutti e tre celebri e rappresentati da gallerie storiche, è questa voglia di prendere una posizione contro la stagnazione dell’arte contemporanea in Italia.
Curata da Luca Tomio, un curatore che non si definisce curatore perché “l’artista si sa curare da solo”, “This is not” è la negazione del concetto di mostra d’arte così come è stata concepita in Italia negli ultimi trent’anni.
L’opera è al centro di tutto. Le pareti del garage non sono immacolate, ma grezze e vissute come il volto di un pugile. La soggezione scompare, e così l’idea che l’arte contemporanea è per pochi eletti.

Questa mostra non pretende di essere nuova o rivoluzionaria, bensì vuole rappresentare una boccata d’aria nell’asfissiante circolo dei piedistalli dell’arte contemporanea. Il ritorno al garage per questi tre artisti è un ritorno all’onestà e alla semplicità. A quello che conta veramente.

Intanto il 3 dicembre la mostra si è spostata alla galleria Toselli, arricchendosi di alcune nuove opere, un nuovo allestimento e di una performance di Fabrizio Bixio Braghieri, chiarendo che questo discorso artistico non riguarda solo la città eterna, ma l’Italia tutta.
Il segnale è stato lanciato, adesso toccherà ad altri raccoglierlo e portare avanti il discorso, infischiandosene di tutti i divieti di sosta.

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This is Not, Contemporary Art Exhibition (Alessandro Cannistà, Angelo Formica, Luigi Puxeddu)

Garage Zero, Roma

24 ottobre/ 10 dicembre 2013

Galleria Toselli, Milano

3 dicembre/ 10 gennaio 2013

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